La mia Tintidirosso
Dopo diversi mesi di meditato silenzio, siamo tornati a parlar di politica. Politica intesa nell’accezione comune del termine, come ciò che riguarda la cosa pubblica, partiti, liste, elezioni etc. Infatti di parlar di politica non abbiamo mai smesso, anzi probabilmente mai come in questo ultimo periodo siamo stati così vicini alla Politica, nel senso più genuino e profondo del termine.
Siamo stati infatti capaci di riappropriarci di quello spazio culturale, politico che avevamo abbandonato per concentrarci nel perverso meccanismo elettoralistico.
Con questo soggetto, con questa prima persona plurale, mi riferisco a tutte le compagne e a tutti i compagni con i quali sto condividendo questa entusiasmante e rigenerante esperienza di associazione, Tintidirosso.
Essere di sinistra, rivendicare questo senso di appartenenza ad una parte che ha nella libertà, nell’ uguaglianza, nella solidarietà e nella democrazia i suoi principi fondanti, è oggi assai difficile. Difficile almeno nei fatti, perché sulla carta quelle elencate sono tutte belle parole che su di noi producono sempre un certo effetto.
Ma nella odierna società delle “crisi” non è più sufficiente la commozione nei confronti di quei principi. Oggi più che mai c’è bisogno di far propri quei principi e di “praticarli” quotidianamente.
L’abuso ha fatto si che si svuotassero sempre più del loro significato originario, quindi c’è bisogno di riempire quelle parole dei contenuti che meritano, e questo può essere fatto solo attraverso i fatti.
Ed è per questo che la riappropriazione del mio essere di sinistra passa necessariamente attraverso le attività che quotidianamente mettiamo in essere con Tintidirosso.
Credo che l’attività culturale sia fondamentale, è l’unica arma con la quale possiamo difenderci e difendere i valori di sinistra da una società dispensatrice di falsi miti e di appetibili illusioni. La cultura è la possibilità, forse l’unica che ci resta, di poter muovere ognuno di noi verso la riflessione, e far maturare una consapevolezza di sé e uno spirito critico nei confronti di ciò che ci circonda. L’attività culturale rappresenta la risposta alla passività che dilaga nei giorni che viviamo.
Dimostrare nei fatti il nostro senso di appartenenza è quindi una necessità e solo in seconda battuta una soluzione per coinvolgere la società in questo percorso.
La politica è per me oggi questo. Non riesco ad immaginare una possibilità diversa.
Il forte senso di smarrimento per chi come me ha militato in un partito politico fino a qualche giorno fa, mi impedisce, almeno per ora, di trovare stimolanti le discussioni sui partiti della sinistra e sulle elezioni, anche se capisco che le esigenze degli altri possono essere assai diverse dalle mie.
Rivolgo queste parole soprattutto ai compagni di Tintidirosso: ognuno di noi ha una formazione intellettuale, politica diversa, ognuno di noi può esprimere una preferenza su come unire la sinistra italiana, ma nessuno deve dimenticare l’importanza culturale e politica che Tintidirosso potrebbe ricoprire sul nostro territorio.
Tintidirosso è nata da un’esigenza, quella di non smarrire quel patrimonio culturale che appartiene alla sinistra di Somma Vesuviana, e quindi va al di là di qualsiasi scissione, corrente o partito. Dobbiamo acquisire la consapevolezza che stiamo costruendo, con l’impegno di tutti, qualcosa di più importante.
Con l’affetto e la stima di sempre .
Lorenzo Metodio
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