giovedì 4 dicembre 2008

Cresce l'informazione operaia

Ha visto la luce da pochissimi giorni un supplemento di OPERAI CONTRO esclusivamente destinato agli operai della Campania e della Basilicata. Otto pagine scritte da operai per operai, gratuitamente distribuito nei luoghi di lavoro, soprattutto a Pomigliano e Melfi, che merita di essere incoraggiato e sostenuto.
Riportiamo l’articolo di fondo del primo numero che spiega i motivi, direi la necessità, di questa operazione editoriale. In bocca al lupo!

Ci viene spesso ripetuto che siamo tutti cittadini, che tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri. Invece non è così. Il termine cittadino non significa niente. Per condizioni di vita e di lavoro non siamo tutti uguali. Ci sono quelli che fanno la bella vita e "lavorano" come manager, grandi azionisti, banchieri. Si svegliano tardi, non fanno lavori manuali, comandano sul lavoro degli altri... Scendendo la scala sociale, troviamo poi commercianti, professionisti, impiegati e nelle posizioni più basse gli operai, oltre loro, la miseria della disoccupazione. Di tutti i "cittadini", gli unici che fanno un lavoro manuale e sono comandati da altri che non lavorano, sono solo gli operai. Produciamo praticamente tutto noi -dalle case alle automobili, dagli alimenti ai vestiti. La nostra condizione è però la peggiore. Abbiamo gli stessi diritti e doveri degli altri? Assolutamente no. Per lavorare ci alziamo ad orari impensabili per gli altri cittadini. Facciamo lavori pericolosi che ci fanno ammalare di più e morire prima rispetto agli altri. Quando ci va bene guadagniamo poco più di mille euro al mese. Siamo indispensabili per la società, ma non contiamo niente. Non contiamo nei partiti politici, neanche in quelli che si dicono "di sinistra", non abbiamo voce in televisione, né sui giornali. Siamo praticamente invisibili.
Eppure noi operai produttivi siamo una massa di almeno sette milioni di individui, solo in Italia.
E' arrivata l'ora anche per noi di dire la nostra! Di esprimere il nostro punto di vista!
Questo giornale si muove in questa direzione. Apre una finestra sul mondo e comincia a guardarlo con gli occhi degli operai. Un giornale apertamente di parte che non crede assolutamente che in questa società siamo tutti uguali cittadini e che il signor Marchionne e l'operaio di terzo livello del montaggio, Tonino Esposito, siano entrambi dei "lavoratori".
Un giornale di critica sociale, di critica politica, di critica culturale. Per differenziare la condizione degli operai da quella delle altre classi, per prendere coscienza della nostra forza, per imparare ad organizzarci. La società attuale è come una piramide, quelli che la tengono in piedi sono gli operai, la base della piramide. Sono tanti ma non hanno voce. Quelli che comandano rappresentano il vertice della piramide. Non fanno nulla e vivono praticamente nel lusso. Noi vogliamo rovesciare la piramide. Gli operai al potere e i borghesi sulla catena di montaggio.

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