martedì 30 dicembre 2008
martedì 23 dicembre 2008
Auguri auguroni
Auguri auguroni a tutti quelli cogli onie pertanto a Berlusconi a Fioroni e Formigoni,
sino all'ottimo Veltroni con quei 4 fricchettoni
A chi produce i panettoni e paga tutti coi bottoni
A chi spreme gli operai come fossero limoni
A chi ammalia gli italiani coi sorrisi e coi bacioni
A chi li inganna e li sbeffeggia con le sue televisioni
Auguri augurini a tutti quanti i bei cretini
e pertanto agli assassini e ai ladri di motorini
a chi ama i furbettini e ammazza i cardellini
a chi pensa ai netturbini come fonte di quattrini
a chi piazza i sampietrini e ha tre telefonini
Auguri augurini anche ai Fini e ai Casini
Ai padani e ai gisalpini, ai loro questurini
A chi bazzica i tombi ni e propone i grembiulini
Augurio auguretto a chi va in doppiopetto
A chi pensa sia perfetto fare il ponte sullo Stretto
a chi ha le mani in pasta e solo adesso dice basta
A chi predica astinenza e s’approfitta della casta
senza pena di vergogna senza il minimo pudore
pronto anche alla bisogna a diventare il salvatore
Auguri augurucci a tutti quelli che son ciucci
A chi legge e non capisce se qualcun non l’istruisce
a chi da casa mai esce e resta muto come un pesce
A chi suona il violino, servo sciocco oppur lecchino
A chi va a Porta a porta e mostra sempre mente corta
A chi sorride e dice: Vota! Pur sapendo che è una lota
domenica 14 dicembre 2008
Ivana (la Sinistra ligure)
Anch'io sono senza tessera, ma abbastanza attenta ai problemi della politica e anch'io a distanza di anni sento il bisogno di dare anche un piccolissimo contributo per non disperdere il grande patrimonio di valori della sinistra. Sono poco interessata alle beghe di partito, ma molto interessata alla soluzione dei problemi che ci riguardano tutti in questa Europa "dal cuore nero". Cosa propone oggi la Sinistra? E' capace di superare il radicalismo ideologico per trovare quelle soluzioni concrete che i cittadini si aspettano dalla politica? Penso alla crisi economica, ai disoccpati, ai precari, alla questione morale, alla giustizia, all'ambiente. alle energie alternative, alla ricerca e alle sue ricadute sulle malattie e sulla prevenzione, all'informazione, all'immigrazione, alla sicurezza (intesa prima di tutto come sicurezza sul lavoro visti i bolletini di guerra di questi ultimi anni), al pericolo di derive antidemocratiche se non toatalitarie e altro ancora. Certo nessuno ha la bacchetta magica, ma una rivoluzione pacifica bisogna farla, e la sinistra deve far sentire la propria voce utilizzando tutti i canali e tutti i mezzi che la nuova tecnologia offre.
Ivana (La sinistra ligure)
Ivana (La sinistra ligure)
giovedì 11 dicembre 2008
8 film e 5 risotti
Ci sono storie che raccontano di persone, di luoghi, di guerre, di cambiamenti, di rivoluzioni….ci sono vite che appartengono a queste storie durante attimi di confusione, di dolore ma anche di gioia. Sempre nelle nostre vite siamo coinvolti in ciò che accade. E ciò, in qualche modo, influisce su di noi mutando il nostro cammino… La storia ci ha deluso, ci ha cambiati, ci ha resi migliori, ci ha sorpresi…. E noi ne facciamo parte in modo indissolubile perché vive dentro ognuno di noi… Ed è così che saremo osservatori indiscreti nelle vite degli altri….
Rideremo in una stravagante farsa ricca di citazioni letterarie… conosceremo il cinema popolare cinese… ci emozioneremo ascoltando una storia raccontata dalle canzoni dei Beatles… comprenderemo la storia di Marjane Satrapi tra dolore e ironia… osserveremo gli ultimi giorni di una protagonista della resistenza al nazismo… rifletteremo su situazioni infelici… fino a ricordarci del grigiore dei tempi fascisti… facendo tesoro di ognuna di queste esperienze, e lasciando che possano in qualche modo condurci avanti più consapevoli del nostro tempo…
Per informazioni e prenotazioni
elenapolise@yahoo.itIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - Tel. 339.6561933
Rideremo in una stravagante farsa ricca di citazioni letterarie… conosceremo il cinema popolare cinese… ci emozioneremo ascoltando una storia raccontata dalle canzoni dei Beatles… comprenderemo la storia di Marjane Satrapi tra dolore e ironia… osserveremo gli ultimi giorni di una protagonista della resistenza al nazismo… rifletteremo su situazioni infelici… fino a ricordarci del grigiore dei tempi fascisti… facendo tesoro di ognuna di queste esperienze, e lasciando che possano in qualche modo condurci avanti più consapevoli del nostro tempo…
Per informazioni e prenotazioni
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mercoledì 10 dicembre 2008
Riceviamo e pubblichiamo
Ho deciso di scrivere qualche riga su questo blog, dopo le ultime notizie che stanno girando in campo politico-sociale. Come ben sanno i cittadini Sommesi, il 2 Dicembre è scomparso Francesco Nocerino, un operaio, morto durante il suo lavoro. E giustamente il sindaco ha dichiarato il Lutto Cittadino. Probabilmente, oramai, ne avrete le balle piene di sentire che ‘questi di sinistra’ stanno ancora a parlare delle morti bianche, dei precari che muoiono durante la loro attività lavorativa; ma mai mi scoccerò di dirlo che non si può morire lavorando.
L'intervento di Giovanni Maiello è riportato integralmente nella pagina POLITICA
L'intervento di Giovanni Maiello è riportato integralmente nella pagina POLITICA
martedì 9 dicembre 2008
Il 10 dicembre 1948 veniva approvata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Sono passati sessant'anni e soltanto l'Europa ha messo quella Dichiarazione a fondamento dell'Unione. Ricordiamo oggi un sessantennio di occasioni mancate, di diritti fondamentali calpestati, di colpevole e gravissimo rallentamento dello sviluppo umano,
lunedì 8 dicembre 2008
venerdì 5 dicembre 2008
5 dicembre giornata mondiale in ricordo dei morti sul lavoro
Il cuore rimasto in Fabbricaanche adesso che ho raggiunto la pensione
Sognavamo il cielo ma da decenni è sempre più lontano
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
La classe operaia non è più centrale
e il paradiso è diventato inferno
di fiamme di fuoco e d'olio bruciato
di operai sfiniti che fanno notizia solo quando diventano torce umane
Operai sfruttati come non è successo mai
Il silenzio e la solitudine circondano la mia Fabbrica
e tutte le fabbriche d'Italia
Anche il nostro bravo Presidente
urla instancabile le morti sul lavoro
ma anche le sue sono urla impotenti
Addio Compagni di fatica, di sogni e d'ideali
Bagnati dalle nostre lacrime riposate in pace. Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione
giovedì 4 dicembre 2008
Cresce l'informazione operaia
Ha visto la luce da pochissimi giorni un supplemento di OPERAI CONTRO esclusivamente destinato agli operai della Campania e della Basilicata. Otto pagine scritte da operai per operai, gratuitamente distribuito nei luoghi di lavoro, soprattutto a Pomigliano e Melfi, che merita di essere incoraggiato e sostenuto.Riportiamo l’articolo di fondo del primo numero che spiega i motivi, direi la necessità, di questa operazione editoriale. In bocca al lupo!
Ci viene spesso ripetuto che siamo tutti cittadini, che tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri. Invece non è così. Il termine cittadino non significa niente. Per condizioni di vita e di lavoro non siamo tutti uguali. Ci sono quelli che fanno la bella vita e "lavorano" come manager, grandi azionisti, banchieri. Si svegliano tardi, non fanno lavori manuali, comandano sul lavoro degli altri... Scendendo la scala sociale, troviamo poi commercianti, professionisti, impiegati e nelle posizioni più basse gli operai, oltre loro, la miseria della disoccupazione. Di tutti i "cittadini", gli unici che fanno un lavoro manuale e sono comandati da altri che non lavorano, sono solo gli operai. Produciamo praticamente tutto noi -dalle case alle automobili, dagli alimenti ai vestiti. La nostra condizione è però la peggiore. Abbiamo gli stessi diritti e doveri degli altri? Assolutamente no. Per lavorare ci alziamo ad orari impensabili per gli altri cittadini. Facciamo lavori pericolosi che ci fanno ammalare di più e morire prima rispetto agli altri. Quando ci va bene guadagniamo poco più di mille euro al mese. Siamo indispensabili per la società, ma non contiamo niente. Non contiamo nei partiti politici, neanche in quelli che si dicono "di sinistra", non abbiamo voce in televisione, né sui giornali. Siamo praticamente invisibili.
Eppure noi operai produttivi siamo una massa di almeno sette milioni di individui, solo in Italia.
E' arrivata l'ora anche per noi di dire la nostra! Di esprimere il nostro punto di vista!
Questo giornale si muove in questa direzione. Apre una finestra sul mondo e comincia a guardarlo con gli occhi degli operai. Un giornale apertamente di parte che non crede assolutamente che in questa società siamo tutti uguali cittadini e che il signor Marchionne e l'operaio di terzo livello del montaggio, Tonino Esposito, siano entrambi dei "lavoratori".
Un giornale di critica sociale, di critica politica, di critica culturale. Per differenziare la condizione degli operai da quella delle altre classi, per prendere coscienza della nostra forza, per imparare ad organizzarci. La società attuale è come una piramide, quelli che la tengono in piedi sono gli operai, la base della piramide. Sono tanti ma non hanno voce. Quelli che comandano rappresentano il vertice della piramide. Non fanno nulla e vivono praticamente nel lusso. Noi vogliamo rovesciare la piramide. Gli operai al potere e i borghesi sulla catena di montaggio.
mercoledì 3 dicembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
Eletti gli organismi dell'Associazione
Ieri sera l’assemblea dei soci ha eletto il Coordinamento e il Comitato dei Garanti dell'Associazione TintidiRosso.
Questi i risultati:
Comitato dei Garanti: Teresa Russo, Eduardo De Angeli, Antonio De Stefano;
Coordinamento: Federica Siviello, Amelia Di Matteo, Valentina Polise, Domenico De Falco, Lorenzo Metodio.
Nei prossimi giorni il Comitato dei Garanti si riunirà per eleggere il suo Presidente che, da statuto, farà parte del Coordinamento. Subito dopo si riunirà il Coordinamento per eleggere Coordinatore e Tesoriere.
Martedì 2 dicembre 2008
Il Comitato dei garanti si è riunito ed ha eletto, all'unanimità, Presidente Eduardo De Angeli.A seguire si è riunito il Coordinamento al completo che ha eletto, all'unanimità, Coordinatore Mimmo De Falco e tesoriere Federica Siviello-
Complimenti dei complimenti a tutti gli eletti ed un caloroso in bocca al lupo!
Eletti gli organismi dell'Associazione
Ieri sera l’assemblea dei soci ha eletto il Coordinamento e il Comitato dei Garanti dell'Associazione TintidiRosso.
Questi i risultati:
Comitato dei Garanti: Teresa Russo, Eduardo De Angeli, Antonio De Stefano;
Coordinamento: Federica Siviello, Amelia Di Matteo, Valentina Polise, Domenico De Falco, Lorenzo Metodio.
Nei prossimi giorni il Comitato dei Garanti si riunirà per eleggere il suo Presidente che, da statuto, farà parte del Coordinamento. Subito dopo si riunirà il Coordinamento per eleggere Coordinatore e Tesoriere.
Martedì 2 dicembre 2008
Il Comitato dei garanti si è riunito ed ha eletto, all'unanimità, Presidente Eduardo De Angeli.A seguire si è riunito il Coordinamento al completo che ha eletto, all'unanimità, Coordinatore Mimmo De Falco e tesoriere Federica Siviello-
Complimenti dei complimenti a tutti gli eletti ed un caloroso in bocca al lupo!
martedì 2 dicembre 2008
C'è chi ci vorrebbe tutti così

Questa è una vignetta di Corax apparsa sulla rivista Internazionale il 26 settembre 1997. Ad undici anni di distanza è straordinariamente attuale e avremmo potuto benissimo trovarla questa mattina, sulla prima pagina di qualche giornale serio. A sentirlo, infatti, è proprio così che "lui" ci vorrebbe: disciplinati tele-elettori che, adeguatamente controllati, esercitano il diritto/dovere di voto, magari dopo aver visto l'ultimo TG di Emilio Fede!
Giuseppe Ferrara - La democrazia devastata
Deve allarmare, e molto, il processo in atto di trasmutazione della democrazia in monocrazia. Asor Rosa ha ragione sulla necessità di combattere «un simile flagello» per quello che è, per la catastrofe economico-sociale che ci prepara e di cui la compressione dei salari e delle pensioni, l'attacco della Confindustria al contratto collettivo, la riforma della scuola preparata dal governo, la strozzatura della stampa critica, costituiscono più che un anticipo premonitore. Se non nasce o rinasce un grande partito che assuma come proprio questo compito, che, almeno, si aggreghino su questa piattaforma quelli esistenti, le associazioni, i gruppi, le forze sindacali, che rifiutando di cianciare ancora di alternanze, di bipolarismi, di governabilità, di dialoghi, riprendano la lotta per la riconquista della democrazia devastata. Quella rappresentativa, senza distorsioni, per la libertà e l'eguaglianza di ciascuno e di tutti, come impone la Costituzione. Per non eluderla, non ibernarla, non tradirla. Il mercato autoregolato è fallito, per l'incapacità degli agenti del capitale di regolarsi, di stare, di ubbidire alle regole, anche se sono quelle proprie, a dimostrazione che gli spiriti animali che lo muovono non sono recuperabili alla ragione e alla civiltà. Abbiamo difficoltà a gridarlo, a costruire su questa constatazione una nuova unità di intenti analitici del capitalismo che abbiamo di fronte e di lotta che gli possa credibilmente corrispondere?
Gianni Vattimo: Dal dialogo al conflitto
Posso confessare senza difficoltà che sono diventato sensibile a questo problema per ragioni che non hanno anzitutto a che fare con questioni interne alla teoria, ma che sono invece fin troppo evidentemente legate a quella che con espressione dello Hegel dell’estetica chiamerei,alquanto pomposamente, la “condizione generale del mondo”. Della quale prendiamo coscienza a partire dal senso di fastidio che ci suscita sempre più nettamente ogni richiamo al dialogo. Non solo nella recente politica italiana,dove i contendenti litigano rimproverandosi reciprocamente di non voler dialogare, senza mai peraltro nominare la “cosa stessa”, con effetti che sarebbero comici se non ne andasse del destino del Paese. In verità, se riflettiamo sulle ragioni dell’insofferenza per la retorica del dialogo ci rendiamo conto che stiamo solo esprimendo una rivolta ben più ampia e più filosoficamente rilevante, e cioè la rivolta contro la “neutralizzazione” ideologica che domina ormai ovunque la cultura del primo mondo, l’Occidente industrializzato. Si tratta di quello che spesso è stato chiamato il pensiero unico, il quale si identifica in ultima analisi con ciò che i politici chiamano – quando lo nominano – il Washington consensus, al di fuori del quale non c’è che il terrorismo con tutti i suoi derivati.
E' l’esperienza che, anche nel piccolo orizzonte della società italiana, facciamo quando vediamo la scomparsa delle differenze tra destra e sinistra. Una scomparsa che del resto è generale, almeno nel mondo occidentale della razionalità capitalistica, per quanto quest’ultima sia sempre più visibilmente irrazionale e manifesti senza alcun pudore la sua essenza puramente predatoria
La retorica odierna del dialogo ha molti caratteri per essere sentita come una maschera del dominio – ed è così che la viviamo di fatto nella nostra insofferenza crescente verso di essa.
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